Del Sig:r Boncini [!]

Pubblicato

Identificazione

ID scheda
1598
Forma musicale
cantata

Organico

Organico sintetico
1V,1str
Organico analitico
Soprano e continuo

Descrizione

Paese
Italia
Lingua
Italiano
Descrizione fisica
1 partitura
Presentazione
Partitura

Filigrana

Non rilevata

Relazioni

Fa parte di

Note

La cantata è stata copiata per il Cardinale Benedetto Pamphilj nel 1703.

Descrizione analitica

1.1: Adagio (aria, Fa maggiore, c)
Tormento del mio seno
2.1: (recitativo, c)
Son men gravi le peno
3.1: Vivace (aria, Fa maggiore, 2)
Il veder l'oggetto amato

Trascrizione del testo poetico

Tormento del mio seno
È l’Idolo, che adoro,
Se non lo veggio, io peno,
E se lo veggio, io moro.

Son men gravi le peno [!],
Se non scorgo il mio bene,
E se tal hor lo miro,
Con doglia troppo atroce all’or sospiro.
Che traggo immenso affanno
Da i vaghi raggi sui [!],
Perché pavento, ohimè,
Che quanto piace a me piaccia ad altrui.
E poi mai non potere
Alternar col mio Nume un solo accento
So, che pena sia questa, io, che la sento.
E penso nel mirarlo,
Ch’altri gli può parlar, che io non gli parlo,
Onde il mio core a la sua bella vista
Quanto dovria goder, tanto s’attrista.

Il veder l’oggetto amato
Par diletto ed è dolore.
Or so ben, perché bendato
Suole andar l’istesso amore.

Collocazione

Biblioteca
D-Hs — Hamburg, Staats und Universitätsbibliothek Carl von Ossietzky, Musiksammlung (dalla scheda superiore)
Segnatura
ND VI 2265/4

Immagini

Bibliografia

Tipologia

Tipo documento
Musica manoscritta
Livello scheda
Scheda inferiore

Persone collegate

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