S’era alquanto addormentato del Sig.r Giuseppe Corsi
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Note
Le carte sono state ordinate in maniera scorretta; il titolo della cantata si ricava dall’incipit testuale a c. 1; per l’autore del testo Giampietro [i.e. Giovanni Pietro] Monesio, La musa seria, Roma, Corvo e Lupardi, 1674.
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
S’era alquanto addormentato
Per dar tregua alle sue pene
Il mio cor ma non posò
Che scotendo il piè legato
Il rumor delle catene
In un subito il destò.
Onde allora sospirando
L’interrotta sua quiete
Così disse lagrimando:
Quando vi spezzarete
O legami noiosi
Voi che ogni hor v’opponete
Ai miei dolci riposi
E mai del mio dolor sazi non siete
Quando vi spezzerete.
M’addormento un sol momento
Per goder paci tranquille
E non ponno in breve sonno
Riposar le mie pupille
Che voi tosto mi scotete.
Quando vi spezzarete.
Non vi basta d’haver tolto
All’alma mia la libertà gradita
E di tenermi avvolto
Con fierezza inaudita
In nodo indissolubile e tenace.
Ch’invidi di mia pace
Anche lieve riposo
A me togliete.
Quando vi spezzarete
O legami noiosi.
Ma chi vi spezzerà
O mie dure catene.
Impietosito amor delle mie pene
Forse vi frangerà
Ma no, no ch’è vanità.
Sono eterne d’amor l’aspre ritorte
E spezzarle non puote altro che morte.
Collocazione
Immagini
Repertori bibliografici
Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore