Nel mio sonno almen talora - I-MC, 5-B-19 a-l/2
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Nel mio sonno almen talora
Vien colei che m’innamora
Le mie pene a consolar.
Rendi amor, se giusto sei,
Più veraci i sogni miei
O non farmi risvegliar.
Pria dell’aurora, oh Fille,
Io sognando ti vidi e così fido
Ti dipinse il pensiero
Che il sogno allor non invidiava il vero.
Solo nel rimirarti
Pietosa a me qual non ti vidi mai
Di vaneggiar sognando io dubitai.
Oh, che amorosi accenti!
Oh, che teneri sguardi intesi e vidi!
Se tu mirar potessi
Quanto renda più belle
Un guardo di pietà la tue pupille,
Mai più, crudel non mi saresti, oh Fille.
Io non so dir che dissi
So che sul vivo latte
Della tenera mano un bacio impressi,
Tu d’un dolce rossor tingesti il volto,
Quando improvviso ascolto
D’un cespuglio vicin scuoter le fronde:
Mi volgo e mezzo ascoso
Veggo il rival Fileno,
Che d’invido veleno
Livido in viso i furti miei rimira.
Timor, vergogna ed ira
Mi assalir, mi destaro in un momento,
E fu breve anche in sogno il mio contento.
Partì con l’ombra, è ver,
L’inganno ed il piacer;
Ma la mia fiamma, oh Dio,
Idolo del cor mio,
Con l’ombra non partì.
Se mai per un momento
Sognando io son felice,
Poi cresce il mio tormento,
Quando ritorna il dì.
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