Cantata Del Sigr Scarlatti

Pubblicato

Identificazione

ID scheda
13081
Forma musicale
cantata

Organico

Organico sintetico
1V,1str
Organico analitico
Soprano e continuo

Descrizione

Paese
Italia
Lingua
Italiano
Descrizione fisica
1 partitura (p. 283-303) ; 210x270 mm
Presentazione
Partitura

Filigrana

Non rilevata

Relazioni

Fa parte di

Note

Titolo dall'incipit testuale.

Descrizione analitica

1: (aria, sol minore, C)
Filli mia, tu mi consoli
2: (recitativo, C)
Ah che lasso, son giunto, oh sventurato
3: (aria, re minore, C 3/8)
Troppo sei bella, o cara
4: (recitativo, C)
Esser cruda così con chi t’adora
5: (aria, sol minore, C 3/4)
Dimmi, o bella, deh perché
6: (recitativo, C)
Misero e da chi spero
7: (aria, Sol maggiore, 12/8)
Occhi neri siete arcieri
8: (recitativo, C)
E pur anche la morte
9: (aria, sol minore, C 3/4)
Sei vezzosa ma ritrosa
10: (recitativo-arioso, C)
Idolo di quest’alma

Trascrizione del testo poetico

Filli mia, tu mi consoli,
Porger l’acqua al foce mio
Ma non sai che quell’humore
Fa maggiore il fervor del mio desio
E non credo, o volto amato,
Che un tuo sguardo, fiero dardo,
È per me del cieco Dio.

Ah che lasso, son giunto, oh sventurato,
Prender vuolsi riposo e il cor fu rubbato
Da un volto fiero ma assai vezzoso.
Dimmi, o bella tiranna,
In qual scuola apprendesti
Prima ferire e poi rubbarmi il core
Indi con l’ali al piè fuggir qual vento?
Ahi misero già sento
Che la bella mi dice:
«Oh che sei folle e stolto
Se tu speri pietà da un vago volto».

Troppo sei bella, o cara,
Ma troppo sei crudel,
Non esser così avara
Con chi tanto è fedel.

Esser cruda così con chi t’adora
Non conviene, alma mia,
Che di beltà gemella è cortesia.

Dimmi, o bella, deh perché
Vuoi che mora chi t’adora.
Questo è il premio di mia fé,
Ah tiranna, così s’inganna
Un amante che costante
Brama sol qualche mercé?

Misero e da chi spero
Impetrar mai conforto?
Lei, ch’il cor mi ferì, mi brama morto.

Occhi neri siete arcieri
Del mio cor ma pur dolce è la ferita
M’è la pena pur gradita
E soave anch’il dolor.

E pur anche la morte
Se morissi per voi mi fora sorte.

Sei vezzosa ma ritrosa,
Tu sei bella ma rubella,
O mio ben, contro di me
Dunque, oh Dio, che far poss’io
Per haver mercé da te.

Idolo di quest’alma
Mal s’accordano insieme
Beltà di volto e crudeltà di core.
O deponi il rigore
O lascia d’esser bella
Che avaro esser non suole
Sol per la sua bellezza in cielo il sole.

Collocazione

Biblioteca
D-Dl — Dresden, Sächsische Landesbibliothek - Staats-, und Universitätsbibliothek (dalla scheda superiore)
Segnatura
Mus.1-J-2,2/11

Immagini

Repertori bibliografici

Tipologia

Tipo documento
Musica manoscritta
Livello scheda
Scheda inferiore

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