Ardea Dorillo et era
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Note
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Ardea Dorillo et era
Se non gradito almeno non sprezzato
Da Filli il suo foco
Sentiva a poco a poco
Nell’agitato sen crescer la fiama,
E diventar sì fiera
Ch’al fin per non morire
Senza chieder pietade
Alle labra adorate
Del bel idolo suo ch’il fea languire
Con aure armoniose e fiori e piante
Chiede un bacio così Dorillo amante:
Care labra che ferite
Con soavi e dolci ardori,
Se gradite ch’io v’adori
Deh, lasciate ch’io vi dia
Con estremo mio gioire.
Ahi, me nol posso dire no, no, no.
Cara bocca quando canti,
Cara bocca quando ridi,
Con il riso tu m’incanti,
Con il canto tu m’uccidi.
Rise Filli vezzoso
Del mio desto Dorillo ai grati accenti,
Se poi de’ suoi tormenti
Ella fosse pietosa
E mai desse mercede il suo languire.
Io non lo posso dire no, no, no.
Collocazione
Immagini
Repertori bibliografici
Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore