Cantata del Sig: Caldara
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Serva in corte
Chi tentar vuol nella sorte
La più fiera crudeltà.
Sol qui prova la costanza
L’alimento di speranza
Ch’il penar nutrendo va.
Entro le regie soglie
Dove l’adulazion tiene il primato
Qual virtù principale
Miracolo è dell’arte e di natura
Saper pochi momenti
Fedel sincerità viver sicura.
Chi men sa fingere
Vive più odiabile
Né sorte labile
Mai può cangiar.
Chi brama stringere
fortuna instabile
Il vezzo amabile
È l’adular.
Qui non vale il saper
Se per lo più s’onora
Con profondo rispetto l’ignoranza
Fatta con troppo orgoglio
Quasi base a splendor d’ogn’altro soglio
Tenga il merito invano
Con amica bontà sperar mercede
Se la grazia sovrana
Intende impreziosir chi ben la merta
Resta l’indegnità di premio certa.
Serva pur chi vuol servire
Che s’è certo di languire
Mai la corte mi vedrà.
Io per me libertà adoro
Ch’il veleno in tazza d’oro
Farmi bere non potrà.
Collocazione
Immagini
Repertori bibliografici
Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore