All'illust.ma et eccell.ma sig. d. Girolama Doria Mari principessa d'Acquaviva.

Pubblicato

Identificazione

ID scheda
12229
Titolo alternativo
Sonetto

Descrizione

Paese
Italia
Lingua
Italiano
Descrizione fisica
P. 15

Filigrana

Non rilevata

Relazioni

Note

Sonetto dedicato a Geronima Doria, nipote di Ambrogio Doria (1550-1621), XCIV doge di Genova, e moglie di Carlo I de Mari (1624-1697), I principe d'Acquaviva e marchese d'Assigliano.

Trascrizione del testo poetico

Non dell'acque native il grato humore,
Né pur del patrio clima il bel sereno
Può, con lampi fatali ardermi il seno
Sotto straniero ciel sete d'amore.

Sol tua somma virtù, beltà, splendore
Che di gloria immortale il mondo ha pieno
Fa', ch'io sciogliendo a nobil brama il freno
Provi d'esca lontan, vicino ardore.

Ardo al bel grido di tua fama, e poi
Gelo, et invidio la felice gente,
Che vive al dolce onor de' cenni tuoi.

Ma stia (del fato avvinto) il piede assente,
Che 'l cor, che sciolto vanta i pregi suoi,
Tuo merto a riverir sempre è presente.

Collocazione

Biblioteca
I-Rn — Roma, Biblioteca Nazionale Centrale (dalla scheda superiore)
Segnatura
71.11.A.4/29

Bibliografia

Liuzzi 2004: p. 27, 33

Tipologia

Tipo documento
Testo a stampa
Livello scheda
Scheda inferiore

Persone collegate

Scalera Stellini, Maria Antonia autore del testo per musica
Doria, Geronima dedicatario