Doppo aver sparsi all’aure | Cantata Del Sig:r Agostino Tinazzoli
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Titolo dal frontespizio.
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Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Doppo aver sparsi all’aure
Per l’adorata Clori
Mille e mille sospiri
E tra smanie e martiri
Doppo aver mille volte
Chiamato il mio destin protervo ed empio
Presso all’ultimo scempio
Mi vegga d’improviso
Da quei labri adorati aprirsi un riso.
Viddi all’or rider gl’amori,
Le speranze e i miei contenti
E pentita quasi Clori
Mi parea de’ suoi rigori,
Del mio mal, de’ miei tormenti.
Ah se mi chiama è lusinghiera in volto,
0ietosa di mia doglia
Trasse la man dall’adorata spoglia.
Dammi, Eurillo, la destra
Elle soggiunge e per darti
Di fé segno verace
Da qui innanzi fra noi sia amore e pace.
Sarò sempre costante,
Care pupille belle,
Siete ancor voi così.
S’io sono un vero amante
Chiedetelo alle stelle
Che vi diran di sì.
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Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore