Cantata 12ma Soprano Solo. Con Arie una A Violino Solo e l’altra con Violoncello.
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
La di parnasso in cupa valle ombrosa
Ove più fresca è l’onda
Stava ninfa gentil tra frondi ascosa
Lagnavasi d’amor che a quella sponda
Tratta l’avea per suo maggior tormento,
E infelice dicea con flebil voce
Ahi lassa il mio lamento,
Ascolta tu che da me volgi i passi,
Ma invan sospiro oh dio,
S’altri non m’ode sol, che i tronchi, e i sassi
Deh voi cari almeno oh dio
Dite si si dite al cor mio,
Che se ingrato m’abbandona
Io ritorno a lagrimar
Dille ancor tu chiaro rio
Col tuo dolce mormorio
Quanto e grave | caro il mio penar.
A quell’ingrato ancora
Dite se vuol ch’io mora
Morrò se il brama e morirò contenta;
Ma poi che sarà spenta
Quella fiamma che amor per lui m’accese
Pentito dell’error mesto, e piangente
Spero per me vivrà sempre dolente.
Quando non v’è più speme
Non giova il sospirar
Ne meno il piangere
Ama quell’cor che geme
Più tosto che penar
Potersi frangere.
Collocazione
Immagini
Bibliografia
Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore