Cantata Undecima. Alto Solo con un Violino di concertato e Ripieni
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Note
Nota alla fine della cantata: Fine adi 10. Giugno 1729.
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Vola al mio bene in seno
Infelice cor mio se brami pace;
Vanne se pur ti piace
Scoppia in esso di duolo, e col torrente
Delle lagrime tue più molle almeno
Renderai la fierezza entro quel seno:
Ma poi ch’arso sarai e fatto in polve,
Chiedi all’idol, che adori un sol contento
Ch’ivi almeno ti serbi, e fia tua tomba,
O che il cenere tuo disperda al vento.
Se tu vedi in quel bel volto
Le sue luci a stillar pianto,
Di che il cor per te ha già franto
Il vedere il tuo dolor
Se confusa va pensando
Di che amor cede a virtude
E che vuole in servitude
Far più pompa del tuo cor.
Ah! Che mi lagno in vano
Mentre certo son’io ch’entro quel seno
Non annida per me sol che veleno.
Oh! Perversa fortuna,
E quando mai ti stanchi
D’esser meco in amor cosi spietata?
Se tu dell’idol mio brami mia morte
Consolarti saprò perversa sorte
Son si pochi quei momenti,
Che mi restano in vederti
E tu cruda a miei lamenti
Sorda sei non hai pietà
Quando lungi mi vedrai
Spero si, che tu dirai
Che fu troppa crudeltà.
Collocazione
Immagini
Bibliografia
Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore