Stradella, Alessandro. Fermatevi o bei lumi.

Pubblicato

Identificazione

ID scheda
10319
Forma musicale
cantata

Organico

Organico sintetico
1V,1str
Organico analitico
Soprano e continuo

Descrizione

Paese
Italia
Lingua
Italiano
Descrizione fisica
C. 81r-86v
Presentazione
Partitura

Filigrana

Non rilevata

Relazioni

Fa parte di

Descrizione analitica

1.1: (aria, La maggiore, c)
Fermatevi ò bei lumi
1.2: (aria, La maggiore, c)
Fuggitemi ò bei lumi
1.3: (recitativo, Re maggiore, c)
Ad’un cor sventurato
1.4: (arioso, si minore, 3/2)
Onde gl’altri han la vita
1.5: (recitativo, Sol maggiore, c)
Filli, che ne begli occhi
1.5: (aria, Re maggiore, 3/8)
Lungi lungi dal mio seno
1.6: (aria, Re maggiore, 3/8)
Fugga, fugga dal mio core
1.7: (recitativo, Si maggiore, c)
Ma folle e che vaneggio?
1.8: (aria, La maggiore, 6/8)
Luci vezzose no non mi fuggite
1.9: (aria, La maggiore, 6/8)
Non mi fuggite luci vezzose

Trascrizione del testo poetico

Fermatevi ò bei lumi
Non mi guardate più
Fatto esangue per voi langue il mio core
Che d’Amore è ridotto in servitù
Fermatevi ò bei lumi
Non mi guardate più.

Fuggitemi ò bei lumi
Non mi guardate no
Se mirate m’impiagate
Ch’ogni sguardo
fassi un dardo
Ogni hor trafitto io vò.
Fuggitemi ò bei lumi
Non mi guardate no.

Ad’un cor sventurato
Troppo misera sorte
Mercè d’avverso fato
Onde gl’altri han la vita
Io n’ho, io n’ho la morte.

Filli, che ne begli occhi
Tutti del cielo ha trasportato i rai
Sa di tutto l’inferno
In un sol sguardo epilogare i rai
Onde s’avvien che mai
O per fra o per vezzo ella mi miri
Mi costa un guardo sol mille martiri.
Tal lieto di mie pene
Con tirannico viso hor goda amore
Che con le gioie ancor s’affligge un core.

Lungi lungi dal mio seno
Tuo veleno ò nudo arciero
Se scherzi tu sferzi
Se aletti saetti
Se vidi m’uccidi
E s’amico ti fai sei più sereno.

Fugga, fugga dal mio core
Tuo rigore ò cieco infante
Del vago m’appago
Ma presto funesto
Io sento un tormento
Ch’all’instabil piacer cangia sembianze.

Ma folle e che vaneggio?
D’amor con chi discorro?
Misero e non m’anneggio,
In quai deliri in quall’error trascorro
Amor deh mi perdona e vai,
ma dell’error fu mio l’affanno,
io me stesso condanno
che Filli il mio bene
mi son dolci i dolor
Care le pene.
Crescano pur a mille a mille i guai,
Che s’unite ad un guardo,
Balenerammi un viso
Saran tosto il mio inferno un paradiso.

Luci vezzose no non mi fuggite
Sia di morte terribile il gelo
Ch’il mio amore temerlo non sa
E darà propizio celo
Se con voi solo m’uccide
Omicide a me gradite
Luci vezzose no non mi fuggite

Se d’amore propizia la sorte
Per voi sole morire mi fai.
Mi sarà vital la morte
Che per causa così bella
La mia stella a me dispose
Non mi fuggite luci vezzose.

Collocazione

Biblioteca
I-MOe — Modena, Biblioteca Estense e Universitaria (dalla scheda superiore)
Segnatura
Mus. G. 209 /11

Immagini

Repertori bibliografici

Bibliografia

Tipologia

Tipo documento
Musica manoscritta
Livello scheda
Scheda inferiore

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