Amante timido | cantata quarta

Pubblicato

Identificazione

ID scheda
10299
Forma musicale
cantata
Titolo alternativo
Amante timido

Organico

Organico sintetico
1V,1str
Organico analitico
Soprano e continuo

Descrizione

Paese
Italia
Lingua
Italiano
Descrizione fisica
C. 10-13 ; 230x310 mm
Presentazione
Partitura

Filigrana

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Descrizione analitica

1.1: (recitativo, c)
Ardo ma l'ardor mio
2.1: (aria, Mi♭ maggiore, c)
Barbaro iniquo fato
3.1: (recitativo, c)
Sperar vorrei, ma la speranza
4.1: (aria, do minore, c)
Agitato in mar d'affanni

Trascrizione del testo poetico

Ardo, ma l’ardor mio grave, e profondo,
Che nel mio petto ascondo
Ridir non m’è permesso,
E quanto più m’appresso
A quel volto gentil leggiadro, e vago,
Più quest’anima amante
Divien fredda, e tremante;
Mentre la bella imago,
Che scolpita hò nel seno,
Mi vieta il favellar, e taccio e peno.

Barbaro, iniquo fato
Quando ti stancherai,
Quando al mio cor dirai
Spera, non più timor
In si penoso stato
Vivere senza spene,
Crescono, oh Dio, le pene
Nel timido mio cor.

Sperar vorrei, ma la speranza, oh Dio,
A lusingar il sen, non più stà meco,
Mentre l’idolo mio
Mi vuol sovente seco,
Mi ragiona d’amore,
E quando questo core
La fiamma discoprir cerca, o desia
Sente ch’il crederia,
Freddo timor, che li s’agghiaccia il sangue,
Onde senza sperar sospira, e langue.

Agitato in mar d’affanni
Menar deggio i giorni e l’ore
Così vuole il mio timore
Che mi vieta il favellar
Sol col pianto il grave duolo
Che nel sen io tengo ascoso
Scoprir degio, e timoroso
Mi consumo in sospirar.

Collocazione

Biblioteca
F-Pn — Paris, Bibliothèque Nationale de France (dalla scheda superiore)
Segnatura
Rés. 1855/4

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Bibliografia

Tipologia

Tipo documento
Musica manoscritta
Livello scheda
Scheda inferiore

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