Cantata a voce sola dell’Ecc.mo Sig.r Benedetto Marcelli nobile veneto

Published

Identification

Record ID
13268
Musical form
cantata

Scoring

Summary scoring
1v,1str
Detailed scoring
Soprano e continuo

Description

Country
Italia
Language
Italiano
Physical description
C. 40-47v (olim 1-8v)
Music format
Partitura

Watermark

Not detected

Relations

Part of

Notes

a p. 47 indicato in basso a destra "P 8".

In altra fonte la cantata è attribuita ad Astorga, cfr. bibliografia

Analytical description

1.1: (recitativo, Fa maggiore, C)
S, Quella Fileno quella che un tempo esser volea
2.1: largo (aria, Mi♭ maggiore, C)
S, Tu non sei ch'un fier tiranno
3.1: (recitativo, Fa maggiore, C)
S, Voi dell'anima mia miseri affetti
4.1: Largo (aria, Fa maggiore, 12/8)
S, Almen quando si perde un posseduto bene

Poetical text transcription

Quella Fileno? quella,
Ch’un tempo esser solea
Il tuo cor, la tua speme, e la tua vita,
Quella a te sì gradita,
Quella una volta a te si cara, oh Dio?
Quella Fileno sì, quella son’io.
Ma poiché tu potesti
Non so se per tua colpa o per mio fato
Tradirmi, abbandonarmi
A te non par ch’io sia
Più quella tua fedel, quella tua cara.
Ma ti dirò crudele,
Che poi, che mi lasciasti empio e rubello,
Per mio onor, per tue scorno
Son quella ancor se tu non sei più quello.

Tu non sei, ch’un fier tiranno
Ch’innocente un cor tradì.
Io son quella ahi crudo affanno,
Che t’amai quando eri fido,
E se ben ti mostri infido
Pur t’adoro ancor così.

Voi dell’anima mia miseri affetti
Lusingati e traditi
Deh per pietà ridite
Quante volte il crudel giurò costanza
Ahi dura rimembranza
Delle dolci promesse
Ahi dolenti memorie
Del passato piacer quant’è più grave
Provar l’infedeltà doppo la fede
Ch’il fier rigor d’una natia fierezza
Quest’è il crudo pensiero,
Che sempre mi tormenta e mi flagella,
E pur sono ancor quella,
Son quella sì son quella
Che se ben mi tradisti,
Se ben io ti perdei t’amo pur anco,
Ma tu s’amar non puoi
Colei ch’era il piacer degli occhi tuoi
Intendi per pietade, intendi oh Dio?
quanto sia dura pena
Il perdere quel ben che fu già mio.

Almen quando si perde
Un posseduto bene,
Partisse ancor di lui la rimembranza.
Ma il rimirar oh’ Dio?
D’altrui quel ch’era mio
Quest’è dolor ch’ogn’altro duolo avanza.

Location

Library
I-Nc — Napoli, Biblioteca del Conservatorio Statale di Musica "San Pietro a Majella" (from parent record)
Shelfmark
33.3.30 (olim Cantate 30)/7

Images

Reference works

Bibliography

Bizzarini 2003: pp. 310-311
Ladd 1982: n. 155, p. 296

Type

Document type
Musica manoscritta
Record level
Sub-level record

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