Cantata à Voce Sola Del Sig.r Bened.o Marcelli
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Description
Watermark
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Notes
a c. 32 in basso a destra indicato "p. 8"
Analytical description
Poetical text transcription
Dal pallido mio volto,
Dalla mesta mia fronte ogn’un comprende,
Ch’ardo d’amore, e tra le pene io moro.
Ma’ il più grave martoro
Che internamente mi consuma e sface
A tutti fuorch’a me s’asconde e cela.
Or la lingua la svela
Poi che dal palesarlo spera
Qualche sollievo al cor penante.
Tirò Filli le piante ad altro Cielo
E senza lasciar del suo ritorno a me la speme
Portossi ad altre arene,
Or dà questa fatale
Spietata lontananza,
Nasce il mio duol, ch’ogn’ altro duolo avanza.
Almen pria di partire,
gl’avessi col morire
Mostrato il mio dolor
Ma volse ingrata sorte
Negarmi ancor la morte,
Quand’era gioia al cor.
E tu Filli spietata
Pur potevi lasciarmi,
Né il cor ti strinse abbandonar quest’alma,
Deh se parte la salma,
Deh se teco il cor mio viene mia vita,
Resti almen la tua fede
A ristorar il danno,
Che porta a me la tua fatal partita.
Mio caro e dolce bene,
Se teco l’alma viene
Resti la tua costanza a darmi vita.
Così saprò soffrire
Ogni più rio martire,
Così la morte ancor mi fia gradita.
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Musica manoscritta
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