Cantata 12
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Note
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Misero Pastorello
Ardo di Sete e vedo il rio Senz’onde
Vò cercando alimento
E non so ritrovar che tronchi e fronde
Eccomi all’aria al vento
Fuor della mia capanna e il ciel s’imbruna
Raggio d’amico luna
Splender non miro e già sì densa è l’ombra
Che abbandonato e lasso
Convien che aspetti il dì sovra d’un sasso.
Se tarda l’aurora
A darmi conforto
Qui temo che morto
Trovar mi dourà
E forse in rugiada
Sciogliendosi allora
Non senza pietade
Veder mi potrà.
Consolati cor mio
In Oriente un non so che si desta
L’aurora che desio l’aurora è questa
Questa è la grande Aurora
Che feconda che infiora i colli e i campi
Dove sparge i suoi lampi
Produce il verno ancor cedri e viole
E luminosa e molto più del Sole
Partiti e fa ritorno a quelle piaggie
In cui vivesti un giorno
Aventuroso tanto
Non rimaner più accanto
Ad un contrario fato
Che a danni tuoi sempre sciagure aduna
E vanne a ritrovar la tua fortuna.
Sì sì vi rivedrò campagne belle
Dove non ebbi mai sorte tiranna
Il giorno pascerò le Pecorelle
E tornerò la sera alla capanna.
Collocazione
Immagini
Tipologia
Musica a stampa
Scheda inferiore