Del Sig.r Carlo Ambrogio Lonati

Pubblicato

Identificazione

ID scheda
9380
Forma musicale
cantata

Organico

Organico sintetico
1V,1str
Organico analitico
Soprano e continuo

Descrizione

Paese
Italia
Lingua
Italiano
Descrizione fisica
C. 115r-130v ; 75 x 215 mm
Presentazione
Partitura

Filigrana

Non rilevata

Relazioni

Note

Titolo dall’incipit testuale. Capolettera ornato per mano di Silvestro Nola, copista della bottega di Lanciani. Il testo si ispira alla storia di Olimpia e Bireno, tratta dal canto X dell’Orlando Furioso di Ariosto. Attribuita anche a Pasquini: Nigito-Pasquini Sp. 2.

Descrizione analitica

1.1: (recitativo-arioso, mi minore, c)
Della notte cadente
2.1: (aria strofica, la minore, c)
Del vento fra l’ali
2.2: (aria strofica, la minore, c)
La stella d'amore
3.1: (recitativo, c)
Forse Fortuna e Amor guidan le prore
4.1: (aria strofica, mi minore, c)
Flutti voi, flutti sonanti
4.2: (aria strofica, mi minore, c)
Scogli voi ch’immoti state
5.1: (recitativo, c)
Ah del suo fiero orgoglio

Trascrizione del testo poetico

Della notte cadente
Minacciata dal dì l’ombra cedea
E già satio d’ambrosia Eto impatiente
Calpestando le nubi il fren mordea
Quando al grato concento
De’ canori volanti aperse Olimpia
Il sonnachioso lume
E tra l’amate piume
Stringer credea Bireno, e strinse il vento.
Con le braccia tremanti
Scorre il vedovo letto
Di quel nome adorato
Fa rimbombar quel solitario tetto.
Al fin presaga del suo crudo fato
Volge al lido vicin il passo errante
Che ingannar non si puote un cor amante.
Vidde, ahi vista crudele,
Sovra l’abete alato
Gonfie d’aura le vele
Solcar l’humide vie Bireno ingrato
Con la destra innocente
Della chioma oltraggiò l’aurea tesoro
Dell’ampio mar su i fluttuanti argenti
Cadde quel biondo crine in pioggia d’oro,
E con lagrime amare
Poscia arricchì di nuove perle il mare.
Al fin con questi dolorosi accenti
Empì l’aria di strida e di lamenti
«Bireno ove ne vai?
Al fallace sereno
Sorgon horrendi ogn’hor nembi e procelle
Della calma d’un seno
Sembrano le tempeste a te più belle,
Torna all’amate sponde,
Che in navigar quell’onde
Il sepolcro a te stesso
Aprendo stai Bireno.
Bireno ove ne vai?
Tu siegui le procelle. Ah ben dimostri
Esser il mar fido ricetto ai mostri».

Del vento fra l’ali
La morte s’asconde
Son tombe a i mortali
Del pelago l’onde.

La stella d’amore,
Che tremula splende,
Se naufraga un core
Qual face s’accende.

Forse Fortuna e Amor guidan le prore
È cieca la Fortuna, È cieco Amore.

Flutti voi, flutti sonanti,
Che ne’ scogli vi fermate
Se v’accrescon i miei pianti
Deh quel empio sommergete.

Scogli voi ch’immoti state
D’ogni turbine al furore
Se v’indura il suo rigore,
Deh quel empio lacerate.

Ah del suo fiero orgoglio
È men crudele il mar
Men duro un scoglio.

Collocazione

Biblioteca
B-Bc — Bruxelles, Conservatoire Royal, Bibliothèque (dalla scheda superiore)
Segnatura
55858 olim FA-VI-87/19

Immagini

Repertori bibliografici

Bibliografia

Tipologia

Tipo documento
Musica manoscritta
Livello scheda
Scheda inferiore

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