Del Sig.r Bernardo Pasquini
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Note
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Tu parti alle delizie, io resto a piangere.
E pur, Filli gradita,
Questo fiero dolore
Che mi toglie la vita
Le ritorte d’un core
Che desia di morir non basta a frangere.
Tu parti alle delizie, io resto a piangere.
Leggo ne’ lumi tuoi
Che ti duol di lasciarmi.
Con lacrimosi carmi
Ti risponde il mio cor gli affanni suoi.
Ma quanto son me dure
Le tue della mia pena acerba e ria.
Parti e porti con te l’anima mia,
Resto e restan con me le mie sventure.
Il pensar solo a quel giorno
Fa quest’anima languire,
Né ritrovo altro elisire
Che la speme del ritorno.
Soffri, o core, anzi raffrena
De’ tuoi lumi il caldo humore,
Che lo sfogo del dolore
Toglie il merito alla pena.
Ma se penare è d’huopo,
Non fia chi mi consoli
Co’ miei pensieri soli
D’un perfetto martir giungo allo scopo.
Se da me parte Filli
Parta dal sol la luce,
Dagli abissi l’horrore.
Col foco si confonda
L’aria, l’arena e l’onda.
Guerre implacabili,
Aure pestifere,
Nere caligini,
Tempeste indomite,
Nembi terribili,
Cupe voragini,
Diluvi e turbini,
Comete e fulmini,
Abbrucino,
Sconvolgano,
Distruggano
Questa mole terrena
In cui nasce ogni pena
E mirando dal cielo al cupo fondo
Mostri a dito il Destin: là giù fu il mondo.
Misero me, che giova
Spettacolo sì fiero
Al mio dolore interno
S’indistinto è per me cielo et inferno?
Stelle rie, s’egli è possibile,
Deh, lasciate in poter mio,
Ch’in quel punto sì terribile
Possa dir: mia vita, addio.
Vanne, o Filli, e col tuo pianto
Non accrescer la mia pena,
Che, s’il perdermi ti duole,
Filli, tu perdi un’ombra, io perdo un sole.
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Musica manoscritta
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