Dunque perch’il bel volto Cantata del Sig.r Bencini
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
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Note
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Dunque perch’il bel volto
Di porpora non veste e di candor
La mia vezzosa Clori
Si deride il mio foco e l’amor mio
Al par d’ogni bella
Benche brunetta sia Clori vezzosa
Non invidia la Rosa
E di gigli il candor ella non cura
Perché quella bianchezza.
Quel vermiglio colore,
Che manca al volto suo l’ha tutto al core.
Sta tra nubi il sol celato,
Né per questo è men ardente.
Nero Strale arco guerriero
Scaglia irato e al pari è fiero
D’ogni stral chiaro e lucente.
Tra mille fiori, e mille
La vaga violetta
È bruna e pur diletta
E se n’adorna il crin Licori e Clori
La vagheggia l’Aurora
Il sol coi rai l’indora, e le rugiade
Le dona amica il cielo
Ella sul verde stelo
Sta modesta e gentile
E pur nei preggi suoi la vanta aprile
Dunque se Clori è bruna
Non per questo e men bella e meno cara
E forse a poco a poco
Bruna divenne ai rai del mio gran fuoco
Benche brunetta sia
E vaga all’alma mia
Clori, che m’invaghi la bella Clori
Quel bruno suo colore
Mi va dicendo al core
Io son un’ombra sì de’ vostri ardori.
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Musica manoscritta
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