Cantata XIII a due voci Con strom.ti
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
<i>Clori</i>
Se mai Tirsi mio bene
Vedesti a tronchi suoi l’edere amanti
Tenacemente unite
Fisso al suolo arbuscello ed olmo a vite
Tutti dell’amor mio son segni espressi.
Che questi unì natura
Ma con gioconda arsura
E simulate pene
Teco unisce il mio core
Il vincitor della natura amore.
S’inganna chi dice
Ch’il fuoco d’amore
E’ grave è infelice.
Che solo di pianto
Cupido si pasce.
Se affligge, maggiore
Penando è il suo vanto
Ch’un tardo gioire
Fa dolce il languire.
E cessa il tormento
Contento poi nasce.
<i>Tirsi</i>
Se mai le nevi intatte
Vedesti e in sul mattino
Candido gelsomino
Picciol esempio di mia fede sono
Questa mia fé sincera
Cui né pure del destin lo sdegno abbatte
Prendi bell’idol mio
Mentre in pegno te l’offro e l’offro in dono.
La ferita primiera
Ch’in sul mio sen vibrò la tua bellezza
Ella insegnommi amor, fede e fortezza.
Sull’altar della mia fede
Holocausto è questo core
Quell’ardore
Che nel seno più s’accende
Non m’offende
E se pur mi dà martir
Presto riede
L’alma a ridere a gioir.
Duetto
O mio ben con questi detti
All’amor che m’accendea
Crebbe la fé.
Tutto fede prendi il core
Prendi il core io fida amante
O non vivo o vivo in te.
O mio ben con questi affetti
Alla fé ch’in sen chiudea
Crebbe l’amor.
All’amor che m’accendea.
Tutto ardore prendi il core
Fidelissimo e costante
O non vivo o vivo in te.
Collocazione
Immagini
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Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore