Dama chiusa in casa per la peste. Parla in questo tenore all’anima sua. Già da le morti armate

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Identificazione

ID scheda
8898

Descrizione

Paese
Italia
Lingua
Italiano
Descrizione fisica
Parte terza, pp. 113-115

Filigrana

Non rilevata

Relazioni

Trascrizione del testo poetico

Già da le morti armate,
Ch’all’eccidio di noi schierate vanno,
Entro breve recinto
Di domestiche mura
Assediata tu resti anima mia.
Fremon per ogni via
Falangi di languenti,
Eserciti di spenti,
Che con mortali assalti
Ogni reggia, ogni rocca han già sommessa,
Distrutti i sette colli e Roma oppressa.
Sei cinta per tutto
Di scempio e di lutto
Ovunque t’aggiri
L’insidie rimiri,
La carcere è dura,
La fuga è sventura;
Qual consiglio
Nel periglio
Può sottrarti a tanto duolo?
Uno scampo si dà; levarti a volo.

Con pensier, che il mondo sdegni,
Vola rapida su l’Etra,
Che bandita da quei regni
Ogni Parca il passo arretra.
Gioia e salute
Gloria e virtute
Ivi risiedono
Solo si vedono
Fisse in quei tre regnanti
Di dolcezza languir schiere d’amanti.

Quivi prostrata al soglio
Di quell’arbitro eterno,
Con verace doglianza
Con sicura fidanza
Sappi placar di lui la destra ultrice;
Sarà cenere il mondo e tu fenice.

Signor (digli) se tanto
Io stessa t’irritai
Con iterate colpe a le vendette
E se le tue saette
Contro quest’empia fronte io stessa accesi,
Deh tieni per brev’ora
I fulmini sospesi
Quant’io pianga pentita
Il funesto tenor della mia vita;

Che s’avvien ch’a miei lamenti
Tua pietà doni conforti,
Anderò fra mille morti,
Ne fia mai, ch’io mi spaventi;

Sol quel cor resta di gelo,
Che nudrisce i falli all’alma,
Tien sospetta insin la calma
Chi non ha pace col Cielo;
Perch’ogni forza ostile a terra cada,
È sol la speme in te, lorica e spada.

Collocazione

Biblioteca
I-Rn — Roma, Biblioteca Nazionale Centrale (dalla scheda superiore)
Segnatura
204.3.B.12/157

Bibliografia

Tipologia

Tipo documento
Testo per musica a stampa
Livello scheda
Scheda inferiore

Persone collegate

Lotti, Giovanni autore del testo per musica