De’ vermi della seta, si disputava in un problema qual fusse più amoroso, & utile all’uomo, quello che muore nel boccio, o quello, che scappa da riprodurre il seme, e si difende il primo. Chi desia di rimirare
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Trascrizione del testo poetico
Chi desia di rimirare
L’esemplare
Di costanza, o voglie inferme,
Miri sol serico verme.
Industre tessitor d’aurea prigione
Ivi a strugger se stesso ei condanna,
Ne per altro s’affanna
A compor pretiosi i lacci sui,
Ch’a render più fastosi i fasti altrui.
Tra fervidi lavacri
Naufrago volontario
Gioisce di stemprarsi in bionde fila,
Sol per lasciar morendo a Tirsi e a Clori
La ricca eredità de’ suoi lavori.
O mostro di fede,
Che tutto te stesso
Con prodigo accesso
Dispensi in mercede?
T’imprigioni, t’immergi e spargi poi
Fin le viscere aurate in dono a noi.
Il tuo germano avaro,
Già sdegnato e pentito
D’aversi teco ordito
Sì nobil laberinto,
In cui tu resti immortalmente estinto,
Con dente disperato
Frange il carcero d’oro e fugge alato.
Che ne dite alme costanti?
Qual de’ dui
Sembre a vui
Possessor de primi vanti?
Che ne dite alme costanti?
Ahi ben so, che disdegnaste
Quei, ch’aprì fugace il volo
E che solo
Quell’intrepido adorate
Lacerato per voi tra le ritorte.
Chi rompe la prigione è reo di morte.
Collocazione
Bibliografia
Tipologia
Testo per musica a stampa
Scheda inferiore