De’ vermi della seta, si disputava in un problema qual fusse più amoroso, & utile all’uomo, quello che muore nel boccio, o quello, che scappa da riprodurre il seme, e si difende il primo. Chi desia di rimirare

Pubblicato

Identificazione

ID scheda
8895

Descrizione

Paese
Italia
Lingua
Italiano
Descrizione fisica
Parte terza, pp. 108-109

Filigrana

Non rilevata

Relazioni

Trascrizione del testo poetico

Chi desia di rimirare
L’esemplare
Di costanza, o voglie inferme,
Miri sol serico verme.

Industre tessitor d’aurea prigione
Ivi a strugger se stesso ei condanna,
Ne per altro s’affanna
A compor pretiosi i lacci sui,
Ch’a render più fastosi i fasti altrui.

Tra fervidi lavacri
Naufrago volontario
Gioisce di stemprarsi in bionde fila,
Sol per lasciar morendo a Tirsi e a Clori
La ricca eredità de’ suoi lavori.

O mostro di fede,
Che tutto te stesso
Con prodigo accesso
Dispensi in mercede?
T’imprigioni, t’immergi e spargi poi
Fin le viscere aurate in dono a noi.

Il tuo germano avaro,
Già sdegnato e pentito
D’aversi teco ordito
Sì nobil laberinto,
In cui tu resti immortalmente estinto,
Con dente disperato
Frange il carcero d’oro e fugge alato.

Che ne dite alme costanti?
Qual de’ dui
Sembre a vui
Possessor de primi vanti?
Che ne dite alme costanti?

Ahi ben so, che disdegnaste
Quei, ch’aprì fugace il volo
E che solo
Quell’intrepido adorate
Lacerato per voi tra le ritorte.
Chi rompe la prigione è reo di morte.

Collocazione

Biblioteca
I-Rn — Roma, Biblioteca Nazionale Centrale (dalla scheda superiore)
Segnatura
204.3.B.12/154

Bibliografia

Tipologia

Tipo documento
Testo per musica a stampa
Livello scheda
Scheda inferiore

Persone collegate

Lotti, Giovanni autore del testo per musica