Componimento musicale nel felicissimo sponsalitio degl’Eccellentissimi Signori Don Maffeo Barberini, e D. Olimpia Giustiniani. Cessa il verno e vien festivo
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Trascrizione del testo poetico
Cessa il verno e vien festivo
Il seren di primavera,
Quando l’ape in lieta schiera
Forma i favi in su l’olivo.
Se la pecchia a tutte l’ore
Di dolcezze è si ferace,
In quell’albero di pace
Ne darà copia maggiore.
Fu d’altrui vana credenza
Aspettare ira nocente,
Nocumento non si sente,
Ove regna l’innocenza.
Che disdegni e che rigori
Sospettava il cor tremante,
La colomba augello amante,
Non può dar se non amori.
Le facelle, ch’altri crede
Esser fiaccole d’Aletto,
Con novello e dolce affetto
D’Imeneo divengon tede.
Imeneo, ch’allaccia e doma,
Mille ceppi insieme uniti;
Di Quirin sono i Quiriti
E romana è tutta Roma.
Questo vincolo, che strinse
In un cor la patria nostra,
Quella patria esser mi mostra,
Che concorde il mondo vinse.
Collocazione
Bibliografia
Tipologia
Testo per musica a stampa
Scheda inferiore