Del Sig:e Gaetano Del Leuto
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Note
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Sfortunato e che pensi,
Misero Ermindo,
Se abbandonato e solo
Hai per destin sempre compagnio il duolo?
Sono or mai da due lustri
Che seguace tu sei
Di tiranna beltade,
Né ritrovi in colei poca pietade!
Le tue si crude pene
Sprezzatrice non sente
Anzi, qual duro scoglio,
Gode, ride e vezzeggia al tuo cordoglio!
Adorarti saprò caro mio bene,
S’estinguerà l’ardor,
Quando senza dolor saran le pene!
Ma, sventurato,
E dove mi trasporta il martire?
Non più querele,
Anzi, pria di lasciarla, i’ vo’ morire!
Perché sì fiero,
O Dio d’amor,
Di strali armato
Pungi ogni cor?
Meno spietato
Diffondi al seno
Il rio veleno
D’acceso ardor!
Ma di che mi querelo?
Misero, che vaneggio,
Mentre conosco e vedo
Che ristoro non ho se a te nol chiedo?
Deh, non esser più tiranna
Contro il povero mio core
Agitato, tormentato,
Sempre langue e mai non more.
Taci, deh, taci Ermindo
E nel partir immerso
Sia sol tua gloria e vanto
Offrire alla tua cruda,
Stemprato da l’ardore,
In lacrime e sospiri, amante il core!
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Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore