Del s.r oratio dell’Arpa | Lamento della S.ma vergine
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Note
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Sola fra suoi più cari
A piè del figlio aflitto
Tormentato e trafitto
Da mille strati amari
Sconsolata Maria
Qual tortorella vedova languia
Stava l’addolorata
Al duro tronco appresso
A’ par del tronco istesso
Immobile insensata
In piè regeala amore
E sosteneala in vita il suo dolore:
Tutta struggeasi in pianto
Mirando ahi scempio crudo
Insanguinato ignudo
Se non quanto d’un velo ombroso
Cinto l’havea d’intorno il ciel pietoso
Lungo spatio tacendo
Al suo dolor si dolse
Per lo spirito sciolse
In voce alfin gemendo
E pianse e disse: o mio,
Ma l’interruppe il pianto e non finio
O mio poscia riprese
Figlio de la paterna
Bellezza imago eterna
Chi costà ti sospese
Chi t’ha sì concio
O quale tua no’ sì grave
Fu colpa mortale
Figlio induggia il morire
Ritien lo spirto ancora
Tanto che teco mora
Ch’en sì grave martire
Di cor d’anima priva
Com’esser può che senza vita io viva
A te ch’errar non puoi
Pena già non conviensi
Questi tormenti immensi.
Misera non son tuoi
Quei ferri acuti e rei
Quell’aspre piaghe
E quei dolor son miei.
La croce dunqu’e i chiodi
Cedi a questa infelice
Indegna genitrice
Figlio non m’odi.
Lassa già chini il volto,
Già morte i sensi
E’l ragionar t’ha tolto.
Per non mirar lo serra
Il ciel gli’occhi sereni,
Ma tu come sostieni
Ingratissima terra
Qui Christo estinto giacque
E la terra si scosse,
Et ella tacque.
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Musica manoscritta
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