Già per lungo uso appreso
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Già per longo uso appreso
Hai pur mio core insano
Ch’amar vaga beltà
Che l’alma accende
È desio di farfalla
Ch’ama ciò che l’offende
E in vece di splendori
Merca a prezzo di vita eterni honori.
Deh ti riscuoti homai
Dal cupo sen di pertinaci errori
E’l vicino periglio homai prevedi
Vano mio cor riedi
In te stesso riedi.
Né presso i tuoi desiri
Con sì malsaggio piè correr ti piaccia
La luminosa traccia
Fuggi d’un raggio infido il di cui seno
Di fulmini è ripieno
E t’arderà s’ancor non ti ravvedi
Vano mio cor riedi in te stesso riedi.
Se d’un volto il bel sereno
Nel tuo seno
Desta ogn’hor vivo diletto
Sian l’oggetto
Di tue luci e gl’astri e’l sole
Deh con livido sembiante
Fatti amante
E del bel che t’innamora
Ne gran lumi del cielo il lume adora.
Non desidera il tempo
Che trascorso un momento ei più non riede
Mira che non concede
Come al tepido aprile al verno i fiori
Se le perdite nostre i suoi tesori
Di sembrar consente ai sassi istessi
La durezza natia frangonsi anch’essi
Tu sol degl’anni al rio tenor concedi
Vano mio cor riedi in te stesso.
Cessa homai di voler più
Ciò ch’a te caro fu già
Non conviene a saggia età
Il desio di gioventù
L’hore verranno
Che con tuo danno
E le forze e i pensier toglierti denno
Ciò ch’il tempo far dee lo faccia il senno.
Collocazione
Immagini
Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore