Cantata Ottava
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Irene, amata Irene,
Scorgo negl’occhi tuoi
Scolpito un certo amor di simpatia,
Ma insieme veggo armato di rigore
Quallor pietà ti chieggo,
Onde mi nasce un ben giusto timore
Di tua costanza e del tuo core oh Dio!
Con fiera rimembranza
Tiepido impara a raffreddarsi il mio.
Vaccilla in petto il cor,
Né sa ridirmi ancor
Se può sperar pietà
Da quel d’Irene.
Spera, le dice Amor,
Ma un gelido timor
Fabro crudel si fa
Delle sue pene.
Eppur benché mi sforzi
Di non amar, anzi d’amar paventi
Un certo non so che nel cuor io sento
Che rende assai più grave il mio tormento.
Sento nell’alma, oh Dio
Un certo affanno rio,
Una pena crudel ch’io non intendo.
Domando al cor che sia
L’acerba doglia mia,
Risponde sospirando:
Sto fra le pene anch’io
Dal duol che mi tormenta appien comprendo.
Collocazione
Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore