La bella Cantatrice. Poesia di Coviello. Compose. di Keiser
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
E’ costume del mio sguardo
Il vibrar saette e fuoco
Ma non ardo benché accendo
E mi prendo
L’altrui pena per un gioco.
Se le stelle ho ne’ lumi
Posso influir ma non patire amore.
Che saria fuor del naturale instinto
Se il vincitor si dichiarasse vinto.
Rido vedendo piangere
Chi sospira per me
Non può frangere il mio sprezzo
Gratia vezzo leggiadria
Bizzarria promessa o fe’.
Il mio volto real non è servile
E se leggiadro aprile
M’infiorisce le gote
Non voglio ne l’inferno
Amando altrui provar geloso verno.
La gelosia è barbara
Né può core amoroso
Non esser geloso
No non voglio amar.
Non si crede la fede
L’affetto par dispetto
Tutto fa dubitar.
Ho sguardi per ferir non per ferirmi
E quel rossor che il labbro
Mi tinge di cinabro e mostra il volto
Opra del cielo [cieco] dio
E’ sangue degl’amanti e non è mio.
Che mi preghi pur chi vole
Meco non rieda sperar.
Se vedrò spirar morire
Non saprò che vorrà dire
Non mi curo d’imparar.
Collocazione
Immagini
Repertori bibliografici
Bibliografia
Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore