Cantata:2a: Vogli ad un altro cor

Pubblicato

Identificazione

ID scheda
7959
Titolo dell'opera
Forma musicale
cantata

Organico

Organico sintetico
1V,1str
Organico analitico
Soprano e continuo

Descrizione

Paese
Italia
Lingua
Italiano
Descrizione fisica
8 p. (14-21) ; 225x305 mm
Presentazione
Partitura

Filigrana

Non rilevata

Relazioni

Note

Nell’indice e sulla prima carta della cantata è aggiunto a penna successivamente il nome del compositore: "de Porsile". Il medesimo testo è intonato anche da Stefano Leporati e un esemplare è conservato in D-MEIr, Ed 82c (Ed 109i).

Descrizione analitica

1.1: A tempo giusto (aria, Re maggiore, 2/4)
Vogli ad un altro cor
2.1: (recitativo, mi minore, c)
Così un giorno io dicea
3.1: Andante (aria, re minore, 3/8)
Freddi cari che vantate

Trascrizione del testo poetico

Vogli ad un altro cor
Amor la tua facella
Non temo più di quella il dolce foco.
Non sento più l’ardor
Ch’ognor si fa tormento
E s’io pur anche il sento
Ei morde poco poco.

Così un giorno io dicea
Quand’io sdegnato forse amor superbo
Della mia vanità de fasti miei
Mi trasse a vagheggiar gl’occhi d’Irene
Quegl’occhi o Dio quegl’occhi
Ch’or fan le dolci mie belle catene
Li vidi udite e da quei lumi allora
Fiamma così possente
E così presto a me giunse nel sen
Che tutto ei n’arse e s’avvide il mio core
Che nel foco d’amore ardor conviene
Quando gl’occhi d’Irene adopra amore.

Freddi cari che vantate
Contro amor la libertà
Temete di quel ciglio i dolci sguardi.
Se un momento voi mirate
Con piacer la lor beltà
Vedrete uscir da quelle e fiamme e dardi.

Collocazione

Biblioteca
B-Bc — Bruxelles, Conservatoire Royal, Bibliothèque (dalla scheda superiore)
Segnatura
15155/1/2

Immagini

Repertori bibliografici

Tipologia

Tipo documento
Musica manoscritta
Livello scheda
Scheda inferiore

Persone collegate

Porsile, Giuseppe autore incerto

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