Cantata Del Sig:r Bononcini
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Note
Stessa cantata del n. 17 in questo stesso volume, ma con varianti testuali.
Trascrizione del testo poetico
Ah, non havesse mai permesso il fato
Di rivedervi mai, care pupille
Già nel mio sen temprato
S’era in tal guisa il foco mio tiranno
Che non mi dava affanno
Lieto benché piagato
Trahea de giorni miei l’ore tranquille
Ah, non havesse mai permesso il fato
Di rivedervi mai, care pupille.
Ecco, che tutto foco
Torna à languire il cor.
Già sento à poco à poco
Che manca l’alma mia
E questa è tirannia
Del mio risorto amor.
Temo l’estrema sorte
Che minaccia, oh Dio,
Troppo certa la morte
Le riaperte piaghe al viver mio
Filli chieder non tento
Che tu venga à sanar le mie ferite
Speranze tanto ardite
Non vanno lusingando il mio tormento
Ma frà te stessa solo
Riflettendo al mio duolo
Senza girar ne meno
Un guardo in questo seno
Da cui la bella pace Amor rapì
Basta che per pietà parli così:
Povero core
Privo di speme
Contento geme
Nel suo dolore.
Con quanta fede
Senza mercede
Per me si more.
Collocazione
Immagini
Repertori bibliografici
Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore