[Piangi la tua sventura]
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Note
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Piangi la tua sventura
Povera fedeltà;
Or che la sorte dura
Gradita non ti fa.
Sì, piangi, e dei miei lumi
Le lagrime a seguir ti stempra in pianto.
Piangi, che dissi oh quanto
Mi delude il pensiero. Son’io che deggio
Versar dalle pupille ardenti fiumi,
Io, sì, lasso che veggio
Di mia costante fede
Tradita la mercede.
E pur serbo nel core
Salda fè, vivo affetto, immenso amore.
Ha la fede nel mio core
Bella sede di candore
I miei sensi a dominar.
El mio cor trafitto esangue
Cò i rubini del suo sangue
Il suo trono sa ingemmar.
Ah barbara, crudele,
Io che trà dardi e fiamme
Ogn’or m’aggiro, Io ch’amante fedele,
Ferito, lacerato
Per te piango e sospiro.
Io deluso così, così sprezzato?
E tu Cielo i miei torti
Come fia che comporti? Ah no, mio bene,
Sdegna pur le mie pene,
Sprezzami quanto sai c’havrò per sorte
La fede autenticar con la mia morte.
Amante costante
Gradita mia vita
Per sempre sarò.
E benche il tuo core
Spietato si vede
D’amore, di fede
Esempio svenato
Per te morirò.
Collocazione
Immagini
Repertori bibliografici
Bibliografia
Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore