Cantata à voce sola Del Sig.r Baron d’Astorga
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Note
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Infelice mio core
Più che speri in amore altro che pene?
Già dall’amato bene,
Che t’involò il destin lontan tu sei,
E aspettar non lo dei seguir nol puoi.
Ma se a gl’affanni tuoi
Più non giova sperar lieve mercè
Cor mio ritorna in te.
Lascia l’arciera
Che ti piagò.
E vorrai dunque
Sempre penare
Senza sperare,
Che sia guarita
La tua ferita
Da quell’arciera,
Che ti legò.
Deh scegli.
Ah si pur troppo è vero,
Che scioglier non si può quella catena,
Che con soave pena
Cor mio ti tien legato
Dell’avverso tuo fato,
Dunque soffri il rigore,
E se d’aver mai tregua al tuo dolore
Mio cor non hai speranza,
Questo è il pregio maggior di tua costanza.
Sarà maggior tuo vanto
La bella tua adorar
Senza sperar mercè.
E intanto si vedrà
Nell’aspra lontananza
La fida tua costanza
La tua costante fé.
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Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore