Chi conosce Iddio, conosce anco il suo nulla. Aria morale. Signor ch’io ti conosca
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Trascrizione del testo poetico
Signor ch’io ti conosca;
Fulmina l’ombre mie
Con un lampo di Cielo,
Squarcia l’innato velo,
Che rende in me la verità sì fosca;
Signor ch’io ti conosca.
Al balenar del Tutto
O come resta il Nulla,
Esinanito, lacero, distruto
Che non si scorge più;
Se t’appresenti tu,
Già le larve del mondo in fuga vanno
Regger non puote al vero ben l’inganno.
Ben suol l’umana polve,
Insuperbita d’abbagliar tutt’ore
Ogni lince migliore,
Farsi adorar per Nume e tolto il Cielo
Agl’occhi de’ mortali,
Con luce menzogniera.
Per Sole al Mondo e per Tonante impera;
Ma s’un reggio di te giunge a ferirla
Ahi che veggio sparirla e se pur resta
Quella polve funesta,
Non ad altro più vale
Per uso del mortale,
Che quando al fin dal Cielo
La tua pietà di perdonarne intese,
A conservar le scancellate offese.
Collocazione
Bibliografia
Tipologia
Testo per musica a stampa
Scheda inferiore