Scheda n. 762

Tipo record

Scheda inferiore

Tipo documento

Musica a stampa

Data

Data certa, 1673

Titolo

S’è bersaglio al tuo furore / [Carlo Grossi]

Presentazione

Partitura

Legami a persone

compositore: Grossi, Carlo (1634-1688)
autore del testo per musica: Obimeni, Argilla N.V. (Nome accademica)

Pubblicazione

Venezia : appresso Francesco Magni Gardano, 1673

Descrizione fisica

P. 268-282

Filigrana

Non rilevata

Note

Tit. dall’incipit testuale; nome dell’A. dal front. dell’intera edizione; nome dell’A. del testo poetico in testa alla composizione (p.286)

Titolo uniforme

S'è bersaglio al tuo furore. Cantata, Vendetta d'amore spezzato da bella dama

Organico

Soprano e continuo

Descrizione analitica

1.1: (aria, sol minore, c)
S, S'è bersaglio al tuo furore
%C-1$bB@c 4-8'GABG8.''D6G/8FD8.F6'B8B''bEDF/
2.1: (c)
Così dicea la sfortunata Argilla
3.1: (6/8)
Vuoi forse vendettta
4.1: (c)
Ma l'idolo superbo
5.1: (aria, re minore, 3/2)
Chi d'amor lo strale amico
6.1: (aria, sol minore, 6/8)
D'un rigido no
7.1: (re minore, 3/2)
Nutre invan superbo ciglio
8.1: (aria, sol minore, c)
Ah numi ah sorte iniqua

Trascrizione del testo poetico

S’è bersaglio al tuo furore
Cieco dio la mia costanza
Crudo amore nel mio core
Nutri almeno la speranza.
Se nel grembo de le pene
Vive l’anima costante
Mi contento esser amante
Ma non schiava di catene.

Così dicea la sfortunata Argilla
Nell’angusto recinto
D’una carcere eterna
Allor ch’il fiero nume
D’Idalia face armato
Con barbaro costume
Scagliò contro di lei colpo animato.
Perché riprese Argilla
Schermendo il colpo ed a l’acuto strale
Fatta scudo la mano:
Perché perché inumano
Col fulmine di morte
Rispondi a le mie voci.

Vuoi forse vendetta
D’un’alma soggetta
Di’ perfido ancor?
Ah troppo crudele
Arciero infedele
Tu vibri l’ardor.

Ma l’idolo superbo
L’ostinato tiranno il crudo dio
Con queste voci altere
Espresse in chiaro suon leggi più fiere.

Chi d’amor lo strale amico
Baldanzosa disprezzò
E giurò ch’al sen pudico
Mai catene stringerò
Provi del mio furor l’ira indefessa
Vivi preda al dolor, odio a se stessa.

D’un rigido no
Col dardo d’un sì
Vendetta farò.

Nutre invan superbo ciglio
Casto cor vasti pensieri
Se a l’ardor de lumi arcieri
Cede alfin vano consiglio.
Fia decreto d’amor legge prescritta
Chi sprezzò di goder peni trafitta.

Ah numi ah sorte iniqua
Disse tacendo l’anima dolente.
Soffrirò piangerò
Penerò morirò
Fato inclemente.

Paese

Italia

Lingua

Italiano

Segnatura

I-Bc - Bologna - Museo internazionale e Biblioteca della musica
collocazione AA.93.19

Scheda a cura di Raffaele Deluca
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