Al medesimo Sig. Principe. Invito agli studi poetici. Nell’età più giovanile d S. Eccellenza

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ID scheda
7581
Titolo alternativo
Al medesimo Sig. Principe. Invito agli studi poetici. Nell’età più giovanile d S. Eccellenza

Descrizione

Paese
Italia
Lingua
Italiano
Descrizione fisica
Parte prima, pp. 14-17

Filigrana

Non rilevata

Relazioni

Trascrizione del testo poetico

Far che voli (Signor) canoro strale
Contra morte, ch’i nomi invida ascura,
Di magnanimo petto è nobil cura.
Se non è per virtù, gloria che vale?

Annoverar progenitori i Regi,
Da’ Dorici dedur gli Avoli eroi,
Ricordar Numa ed Ercole, son tuoi
Pregi non vil, ma ereditari pregi.

Sol con tenera man l’arco dorato
Curvar che fulminò l’empio serpente;
Pregio tuo proprio sia: che no’l consente
Sì di leggiero a molle destra il fato.

Ma non tardi il tuo cor perfida Circe:
Non mai stanca ragione i sensi acchete
Appresteranno a la tua nobil sete
Onde più pure ed Ippocrene e Dirce.

Quel ch’eterno in Parnaso altrui conduce,
Dopo lungo soffrir scosceso varco
D’orride pietre e d’aspri dumi è carco.
Vi giunge il pié, s’ivi alto onor riluce

Onor sia la tua scorta e quindi i sassi,
Onde va cinto in più d’un lato il monte,
A’ lo stillante umor de la tua fronte
Farsi molli vedrai sotto i tuoi passi.

Non fiammeggia fra gli agi alma virtute:
Vivo fonte di gloria è bel sudore.
Chi ne gli otii lusinga il proprio core,
Trova in Pindo le cetre o sorde o mute.

Questo s’apre a tuo piè nobil camino;
Ma sudar e gelar convienti pria
Ch’imprimer l’orme in sì famosa via
Al fatigato piè porga il Destino.

Prima sia del tuo sen cura felice
De le notti vegghiar l’ore gelate
Sovra quante vergar carte onorate
Il cantore di Laura e quel di Bice.

Segui poscia que’ duo, c’oggi cantando
Per l’aperto del ciel vola d’intorno
E con le piume oltre le vie del giorno
Portano eterni il Gran Goffredo e Orlando.

Ma sian questi al tuo piè termini angusti:
Né Latii campi per le vie latine
Co’ sudori a mercar gemme più fine
Chiameran la tua man cigni vetusti.

De la tromba del Mincio al nobil canto
Dopo sì lunga età di stupor’ebro
Mira vittoriose il Val di Tebro
L’armi fogloreggiar di Simoe e Xanto.

Sovra i lidi Africa in pianto ed ira
De la misera Elisa odi gli affanni.
Coronato di palme incontra gli anni
Tanto può fulminando arco di lira.

Lieto per arricchir d’ampio tesoro
Qui tuo spirto gentil l’ore dispense;
E vedrai riportar tue voglie accense
Per fregiartene il crin più degno alloro.

Ma per te dove lascio i fonti argivi?
Lungi da questi è tua fatica invano.
Quindi il tuo derivò ceppo sovrano
E quindi sian de la tua musa i rivi.

Per le spiaggie d’intorno armoniosi
Forman carmi d’onor cigni e sirene:
fan verdeggiar le gloriose arene
Fregi d’alta virtù lauri festosi.

Stupido allor vedrai dall’alta torre
Mesto padre di duol bagnar le gote;
Mentre di carro ostil fervide rote
Suora le Patrie vie volgon Ettor re.

Quel generoso cor, che l’aureo freno
Già già d’Asia stringea, giace negletto;
E con barbara usanza il regio petto
Qual di sangue villan bagna il terreno.

Il magnanimo sen, cui chiara idea
Diede del Ciel vestir spirto sì grande,
D’orrida polve intriso il sangue spande
Fatto di prezzo vil merce plebea.

D’Ilio superbo ancor l’atre faville
Vivono al suon de la Meonia tromba
E paventano meste entro la Tromba
Le frigie nuore infuriato Achille.

Ma che? Dove sì lungi or l’arco tendi
O bella Euterpe? Tue saette affrena.
E là (Signor) su la tebana arena
Da le rive del Xanto il volo prendi.

Ma se correr colà ciel sì lontano
Non ambisce il tuo cor, richiama il piede:
E sia tra carmi e gli Ostri in regal sede
Per te Tebe più chiara il Vaticano.

Collocazione

Biblioteca
I-Rv — Roma, Biblioteca Vallicelliana (dalla scheda superiore)
Fondo
Borromini
Segnatura
S. Borr. Q.IV.223/3

Bibliografia

Tipologia

Tipo documento
Testo per musica a stampa
Livello scheda
Scheda inferiore

Persone collegate

Benigni, Domenico autore del testo per musica

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