[T]u m’aspettasti al mare
Identificazione
Organico
Descrizione
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Note
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
[T]u m’aspettasti al mare
Per tradirmi scherzando Amor tiranno,
E tra quest’onde amare
Vuoi che provi il mio petto
Con un finto diletto un vero affanno.
Se ‘n gìa libera e sciolta
Da’ tuoi lacci quest’alma,
Et in placida calma
Di lusinghieri affetti
Sosteneva l’assalto,
Ma il cor benché di smalto
Già rimiran trafitto
L’adriatiche sponde,
E farsi a poco a poco
Un Vesuvio di foco
In grembo a l’onde oh Dio, qual nuovo inganno,
Quai barbari costumi
Rendon confusi i vostri regni o Numi?
Ah che fato tiranno
Con impropri decreti
E con mia pena eterna
Su l’impero di Teti Amor governa.
Conducetemi verso il porto
O nocchieri del mar d’amore,
Che per farmi restare absorto
È naufragio bastante il mio dolore.
Forse temete,
Che a terra giunto
Calma ritrovi?
Ah che ai miseri amanti
Son procelle i sospiri, e golfo i pianti.
Sol bastavano per mia guerra
Tanti turbini senza calma.
E pur giungono ancor da terra
Le più dolci sirene a tormi l’alma.
Forse degg’io
Qual nuovo Ulisse
Chiuder l’udito?
Soffri mio cor piagato
Ché non si fugge Amor, se vien dal fato.
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Musica manoscritta
Scheda inferiore