Scheda n. 750

Tipo record

Scheda inferiore

Tipo documento

Musica a stampa

Data

Data certa, 1673

Titolo

Chi batte al mio core / [Carlo Grossi]

Presentazione

Partitura

Legami a persone

compositore: Grossi, Carlo (1634-1688)
autore del testo per musica: Melosio, Francesco (1609-1670)

Pubblicazione

Venezia : appresso Francesco Magni Gardano, 1673

Descrizione fisica

P. 155-170

Filigrana

Non rilevata

Note

Tit. dall’incipit testuale; nome dell’A. dal front. dell’intera edizione. Testo poetico di Francesco Melosio, Poesie, e prose di Francesco Melosio da Città della Pieue corrette, accresciute, & consacrate [...]. - Venetia : per li h.h.i di Francesco Baba, 1673, pp. 155-157.

Titolo uniforme

Chi batte al mio core chi batte chi è. Cantata, Op.6.12 Pretende scacciar amore e ne resta preso

Organico

Soprano e continuo

Repertori bibliografici

Sirch 1999: S.5.12

Descrizione analitica

1.1: Presto(aria, sol minore, 6/4)
S, Chi batte al mio core
$bB@6/4 %C-1$bB@6/4 ''2-4-4-8-8D/'4B''4CD'4GG''8G/4EE
2.1: (recitativo, c)
Maledetta fortuna
3.1: Spiritoso(aria, sol maggiore, 6/8)
Correte pensieri veloci
4.1: (recitativo, c)
Ditegli che seguace d'una speme
5.1: Presto(arioso, 3)
O questa sì
6.1: (recitativo, c)
S, Dunqu' entrar nel mio cor
7.1: Largo(aria, mi minore, 3/2)
Occhi mesti e piangenti
8.1: Allegro(arioso, c)
S, So ben io che fuggirà
9.1: Adagio(arioso, 3 e c)
S, Occhi v'aprite appena
10.1: (aria, do maggiore, c)
Al celeste armato nume
11.1: (arioso, c)
Ma s'al cor non torni più
12.1: (recitativo, c)
In sì grave periglio

Trascrizione del testo poetico

Chi batte al mio core
Chi batte chi è
L’occhiuto sospetto
Ch’in guardia vi sta
Mi dice ha l’aspetto
Mi par la beltà.

Maledetta fortuna
E che vuole da me quest’importuna.

Correte pensieri
Veloci col piè
Ciascuno gli dica
Ciascuno gl’avveri
Che l’alma non c’è.

Ditegli che segguace
D’una speme falace
È già lunga stagion che va girando
Che ben deve tornar ma il ciel sa quando.

Ma con maggior prestezza
La fastosa bellezza
Replica ai colpi e menzogner m’appella

O questa sì ch’è bella.

Dunque entrar nel mio cor contro mia voglia
Temeraria si crede
E già fermato in su la soglia il piede
Pensa di farmi un ostinato assedio
E che sì ch’io un rimedio.

Occhi mesti e piangenti
Cari specchi de l’alma
E finestre de core
Apritevi sù su
E lagrimoso umore
Adosso a l’empia grandinate in giù.

So ben io che fuggirà
Ogni picciolo disprezzo
Fa sparire la beltà.

Sì mal cauto consiglio
Ohimè qual furia al mio pensier dettò.

Occhi v’aprite appena
Che la bellezza entrò
Entrò superba e fiera
E per mio duol maggiore

Entrò con essa amore.

Al celeste armato nume
Il mio cor che d’alma è privo
Semivivo
Far contrasto invan presume

Ogni cura più gradita
Ei dal sen già mi discaccia
E minaccia
Se mai l’alma trovarà
Che farà del suo schern’aspra vendetta

Non tornar alma mia ch’amor t’aspetta.
Dietr’a speme lusinghiera
Gir vagando senza prò
E gran male ma però
Peggio sia se prigioniera
Dentr’un cor sarai ristretta.

Non tornar alma mia ch’amor t’aspetta.

Ma s’al cor non torni più
Come viver mai poss’io
E se al cor non torni oh dio
Come viver potrai tu?

In sì grave periglio
Di bellezza ed amore
Chi per pietà mi porgerà consiglio.
Io tremante e confuso
Più scampo alcun per l’alma mia non veggio
Se torna è male e se torna è peggio.

Risorse online

Paese

Italia

Lingua

Italiano

Segnatura

I-Bc - Bologna - Museo internazionale e Biblioteca della musica
collocazione AA.93.12

Scheda a cura di Raffaele Deluca
Ultima modifica: