Cantata:29: del Sigr: Barone Astorgas. Se in remote contrade

Pubblicato

Identificazione

ID scheda
7276
Forma musicale
cantata

Organico

Organico sintetico
1V,1str
Organico analitico
Soprano e continuo

Descrizione

Paese
Italia
Lingua
Italiano
Descrizione fisica
9 p. (82-90) ; 225x305 mm
Presentazione
Partitura

Filigrana

Non rilevata

Relazioni

Note

Una copia di questa cantata è conservata in I-Nc 34.5.9(20) con il titolo "Se in romite contrade". Si veda la scheda n. 2547 a cura di Giacomo Sciommeri.

Descrizione analitica

1.1: (recitativo, c)
Se in remote contrade
2.1: (aria, do minore, c/)
Sì ritorna a me fedel
3.1: (recitativo, c)
Troppo ahi troppo soffersi
4.1: Affettuoso (aria, Fa maggiore, 3/8)
Vo narrando le mie pene

Trascrizione del testo poetico

Se in remote contrade
Tra duri giacci orridi boschi e monti
Lontan da la tua Clori
Tirsi, tu peni in tormentoso affanno,
Con duolo più tiranno
Benché nel patrio suolo,
Senza te la tua Clori ogn’or sospira,
Ovunque i lumi gira
Il cielo, il sol, le stelle
Sembrano oscure larve agl’occhi suoi.
Tu consolar sol puoi le pene sue
Col desiato giorno
Del tuo permesso già fedel ritorno.

Sì, ritorna a me fedel
Se non brami il mio morir.
Cedo al fato mio crudel
Se più resti in lontananza
Né più so con la speranza
Raddolcire il mio martir.

Troppo, ahi, troppo soffersi
Di lontananza ria gl’aspri tormenti,
De’ miei queruli accenti
A questi campi intorno
Già per lunga stagione il suon s’udio;
E pur invano, oh Dio,
E lagrime e sospiri io sparsi sempre
Che il mio fiero destin non cangia tempre.

Vò narrando le mie pene
Al ruscello al zeffiretto
Per destin d’amor tiranno.
Vò dicendo ov’è il mio bene
Qual’ardor nudrisce in petto
Ma rispondermi non sanno.

Collocazione

Biblioteca
B-Bc — Bruxelles, Conservatoire Royal, Bibliothèque (dalla scheda superiore)
Segnatura
15155/7

Immagini

Repertori bibliografici

Ladd 1982: B 169, p. 302

Tipologia

Tipo documento
Musica manoscritta
Livello scheda
Scheda inferiore

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