Lontan dall’idol mio
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Note
Presente a p. 65 - oltre al timbro riquadrato nero R. COLLEGIO DI MUSICA (ripetuto su tutte le pagine dispari ad eccezione della p. 331) - il piccolo timbro rotondo marrone con inscritta la parola BIBLIOTECA e lungo il contorno del cerchio una stella e la dicitura CONSERVATORIO DI MUSICA "VINCENZO BELLINI" - PALERMO che si ritrova anche alle pp. 13, 17, 49, 53, 77, 330; alle pp. 66-69 un’altra mano ha aggiunto con un un diverso inchiostro dei bemolli alla partitura; alle pp. 71 e 72 tutte le occorrenze nel testo poetico della parola "quando" sono state corrette d’altra mano e con altro inchiostro in "quanto" (v. immagini).
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Lontan dall’idol mio
Mi tormenta un desio
Di riveder le sue pupille care
S’inaspriscon le piaghe
Del ferito mio core
E imprestarmi in amore
L’adorata sembianza agli occhi audaci
Fà ch’io mi strugga in pianti
De la bella Amarille io lungi sono
E parmi haverla appresso
Sempre con lei raggiono
Ma torno in me stesso
E infelice m’avveggio
Che Amarilli sta lungi e ch’io vaneggio.
Egro che langue di sete ardente
Mentre presente si finge un rio
Rende più fiero l’interno ardor
Arso d’amore sospiro anch’io
E mentre accanto mi fingo il bene
Crescon le pene a questo cor.
E come di te privo
Caro nume terreno
Posso o no venir meno o restar vivo?
Gioia del petto mio
Che fai, dove sei tu, dove son io?
Quando [!] contento ancor
Godrebbe questo cor
Di tornarti a veder e poi morire.
Solo la tua beltà
Ogn’hor pensando va
E tragge dal pensier crudo martire.
Collocazione
Immagini
Repertori bibliografici
Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore