S.r Mario Savioni Fingi ch’io t’ho tradito
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Note
Stesso testo poetico utilizzato da Luigi Rossi (cfr. scheda 376).
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Fingi ch’io t’ho tradito
Filli che sazia homai del mio servir
Donasti ad altro Amante
Quel cor mendace e rio
Che per legge di fede era sol mio
Favoloso consiglio
Colorata menzogna
Mendicata cagion d’abbandonarmi
Io lasciarti io tradirti
Ah troppo se n’offende Amore e ‘l vero
Di sì cruda bestemmia
Di sì fiero spergiuro
Ch’io tradisca il mio bene
Ch’io lasci la mia vita
Horribile mentita.
Dì pur tu ch’il sesso infermo
Ti costrinse a novità
Donna mai non trova se hor (?)
Contro l’impeto nativo
Ch’ama ogn’hor varietà.
Io poscia abbandonato
Io schernito io lasciato
N’accuserò le stelle
N’incolperò Fortuna
Che sempre e sempre ad oltraggiarmi avvezza
Non mi die’ morto equale a tua bellezza.
Hor godi tu l’amorose vicende
Che lieto ti rende
Chi dolce ti fu
Hor godi tu.
Sol ohimè quando gioisci
Sovra il margine fiorito
D’un amor tanto gradito
Deh volgi per pietade un guardo solo
A chi torbido not’in mar di duolo.
Collocazione
Immagini
Repertori bibliografici
Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore