S.r Pietro Paolo Vanini La Turca Ingiligile mirabil per beltà
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
La turca Ingiligile
mirabil per beltà
chiamava in dolce stile
l’amato Mustafà
e sul caramuscial
s’intenerì
il superbo Corsar
crudo Occhialì.
Dicemi: hor dove sei
più forse fra Beier bei
mio sol mio sol t’ascondi
tu o pur sui legni
di Sihan Bassà
armi il rigido sen di ferita
crudel chi ti discaccia
da la mia salda fé
o di quest’alma mia
Agà Sultano e re
o degli affetti miei gran Subassì
scorgi del viver mio l’ultimo dì.
Tu fiero barbaresco
vibrasti per mio mal
dal ciglio arco turchesco
avvelenato stral et hor mi lasci
in preda a rio martir
tu già de pensier miei primo visir.
Tra giannizzeri arcieri
la morte incontrerò
o de sangiacchi altieri
le schiere irriterò
Poi morta nel mio cor si leggerà
l’homicida crudel fu Mustafà
Collocazione
Immagini
Repertori bibliografici
Bibliografia
Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore