S.r Pietro Paolo Vanini Pompe di vanità lacci d’inferno
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Note
Cantata scritta molto probabilmente per una monacazione
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Pompe di vanità lacci d’inferno
Ecco ch’io m’abbandono
Non son più tua non sono
Mondo ch’anneghi l’alme in pianto eterno
Verginità dice
C’ha povertà per dote a Dio mi sposa
Odo voce amorosa
Del mio Signor ch’a sé mi chiama e dice
Vientene o Verginella
A lo sposo immortale
Palagio trionfale
Sarà per te la solitaria cella
Posa in sul crin reciso
Gigli nevosi in sacro velo intesti
E grati al Paradiso
Nasceran nel tuo cor frutti celesti
Che di Gesù le spine
Sono a Vergine pia rose divine
Allegrezza o sorelle
Di bianca cera i lumi
Di sacro incenso i fumi
Volin fra canti a rallegrar le stelle
Io per sì lieta sorte
Spargo armonie novelle
Serva del tempio e di Gesù consorte.
Collocazione
Immagini
Repertori bibliografici
Bibliografia
Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore