Di Cupido è legge antica; del d.o
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Note
In SBN errata attribuzione a Carlo Cesarini (1666-1730). In 2.1 indicato: 2.a; in 3.1 indicato: 3.a; in 4.1 indicato: 4.a. L’apposizione ’da capo’ al termine di ogni sezione indica il refrain.
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Di Cupido è legge antica
Che si pene e non si dica
Ragion vuole e mi par bene
Che si dica e non si pene
Nel suo Regno trionfante
E sentenza che non spiace
Chi più soffre chi più tace
In amor sarà costante
Sventurato quell’amante
Non fia già degno di scusa
Se lo trova a bocca chiusa
Nel suo duol morte nemica
Di Cupido, da capo
Foll’è ben chi non si duole
Se piagato ei porta il core
E con laccio di dolore
Incatena le parole
Dica pur ciò ch’amor vuole
Io perchè mio duol distingua
Darò sempre a la mia lingua
Libertà con mano amica
Di Cupido [da capo]
S’altri dice che sovente
Più cortese amor s’aggira
A chi muto ard’e sospira
A chi langue e non si pente
S’il mio duol sarà pungente
Non farà ch’io lo nasconda
Freme il lido fischia l’onda
S’atro vento il mar fatica
Non fia già ch’io lo nasconda
Di Cupido [da capo]
Collocazione
Immagini
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Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore