L’amante povero Cantata del Sigr. Ant.o Caldara
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Note
Foliazione originale p. 18-22 del fasc. c. 49r-79v contenente cantate compilate dalla mano 16 (cfr. KummerlingB 1970). Filigrana: NW e cavaliere con corno.
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Fatto son della fortuna
E d’amor il scherzo il gioco
Per quest’empia deità
L’alma mia penar dovrà.
Son gelato e son di foco.
Povertà mi tormenta, amor m’affligge
D’una diva che è cieca
E da un nume bendato
Pendon le disperate mie speranze;
Se un cieco solo ai precipitij è guida,
E di me che sarà?
Dir non mi giova a Clori
Che la mia fede intatta
Stimo più che tesori.
Ella risponde: e dalla fame mori?
Se li dico che amor anch’egli è ignudo,
Mi replica: è bambino.
Se li dico che il core
Prova ne’ [?] fiamme atroci
L’amoroso tormento,
Dice che non è vero,
Che fuoco arder non può senz’alimento.
Di gemino nume
Son vittima e altare
Né trovo pietà.
Per l’un gela questa salma
E per l’altro arde quest’alma
Per amor, per povertà.
Collocazione
Immagini
Repertori bibliografici
Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore