Sgrida i suoi pensieri che gli perturbano il sonno
Identificazione
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Trascrizione del testo poetico
Quando mai finirà
Tanta importunità
Dite pensieri miei, ditemi, quando,
Voi, che dal ciglio mio,
Mentre dormir desio,
Date a un dolce riposo ingiusto bando?
Quando mai finirà, ditemi, quando?
Gli occhi gravidi di sonno
Or non ponno
Partorir sogni graditi,
Impediti
Dal vostro susurrar garrulo e infesto;
Sia, qual Sisifo, il cor, se il figlio è desto.
Con accenti sì noiosi
I riposi
A i miei lumi non togliete,
E chiudete
Il labro in favellar troppo fecondo;
È alimento del cor sonno giocondo.
Adorno il manto di stellati rai
Del tuo camino oscuro e tenebroso
A mezo giro amai
Giunta è la Dea dell’ombre ed io non poso;
Deh pensieri tacete,
Ne sia di voi chi d’involar presumi
Ai sonnacchiosi lumi
La bramata quiete;
Che se un momento sol dormir poss’io
Offro a lunghe vigilie il ciglio mio.
Perché le luci al sonno alquanto io chiuda
Cessate (oh Dio) di rammentare al core
La memoria d’amore infausta e cruda,
Che mi affligge cotanto;
O chiudo gli occhi al sonno o gli apro al pianto;
E se chiuderl’al sonno io non ho sorte,
Per sempre chiuderò le luci a morte.
Ma invano ai pensieri
Ad esser men fieri
Le suppliche io porgo,
Che ognoro più noiosi
Non voglion, ch’io posi:
E bene mi accorgo,
Che chi ha pensieri assai, con strane forme
Pena ognor, vegghia sempre e mai non dorme.
Collocazione
Tipologia
Testo per musica a stampa
Scheda inferiore