Cantata del Sig.r Nicola Porpora. N° 23
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Note
Nell’indice la cantata è erroneamente intitolata: Frà me il mar. La stessa cantata in un altro manoscritto (collocazione: CH-Gc/ R 232 (Ms.10528)) è per soprano e flauto traverso.
Risorse web
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Freme il mar e nel sussurro
Perché dica in questa sponda
Più non v’è la bella Nice
Che rendeva il cor felice
Dell’amante suo fedel.
Questa spiaggia tanto vaga
Che sovente il ristorava
Or l’affligge ed è una piaga
Che li dà doglia crudel.
Fileno abbandonato
Quanto mi fai pietade
Partì la bella Nice
E tu restasti amante disperato.
Ma a che t’affligge?
Indarno speri
Dar tregua alle tue pene.
È ver che lontananza
Salda mortal ferita
Ma tu ben sai
Che vero amor non si guarisce mai.
Segui dunque fedel chi t’innamora
E così godrai felice ognora.
La pastorella
Lascia la villa
Per coglier rose
Ed il pastore
Lascia la gregge
Ed il suo amore
Seguendo va.
La tortorella
Lascia’l suo nido
E va seguendo
Chi l’innamora
Con fedeltà.
Collocazione
Immagini
Repertori bibliografici
Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore