Cantata | Composta per Comando della Serenissima | Principessa Amalia, | e cantata dalla Reale Altezza sua Il felicissimo Giorno | del Nome della Maestà del Rè. | Musica di Giov. Alberto Ristori.
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Note
Risorse web
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Posa d’un faggio all’ombra
Di qua non lunge addormentato amore;
E scarco ed ozioso giace lì al piè
Quell’arco suo famoso.
Qual chi scopre celato angue tra fiori
Fuggiro in ravvisarlo Nice, Climene e Clori;
Io m’accostai e questo dardo aurato,
Più dell’altre animosa, ho a lui rubato.
Di sì bel dardo invano
Armar non vo la mano
A te lo scaglio, o Dori,
in sen Licori a te.
Ninfe a ragion fuggite,
che piccole ferite
mai stral d’amor non fè.
Non paventate no, volger pretendo
La dorata sua punta in miglior uso:
Incider voglio in più d’un tronco il nome;
Ch’oggi da noi s’onora e per cui festa
Fanno a gara la Reggia e la foresta.
Fausto a me si presenta
Questo (simbol di Pace)
Amico ulivo ed è sì verde e vivo,
Che sembra già che il grand’onore ei senta.
Spiega pur al Ciel le chiome
Pianta lieta, pianta bella,
Di guardarti da procella
Questo nome il vanto avrà.
Degno ben che in ogni core
Di sua man lo scriva amore
Come impresso in sen mi sta.
Collocazione
Immagini
Repertori bibliografici
Tipologia
Musica manoscritta
Scheda singola