La Pazzia Cantata del Sign.r Cav.r Alessandro Scarlatti
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Note
Tit. da intitolazione; cartulazione presente
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Farfalla che s’aggira
Intorno a chiara face
Vi perde con le piume
Al fin la vita ancor
Così il mio cor delira
Che strugger sì li piace
Di due pupille al lume
Ad onta del dolor.
Così il mio Cor delira,
Che struggersi gli piace
Di due pupille al lume
Ad onta del dolor.
Tutto acceso a quei rai
Già di morir non cura
E per maggior sventura
Cieco senza ragion senza consiglio
Ama l’inciampo suo corre al periglio.
Quando saggio un pensiero lo sgrida
Ei lo scaccia e l’accusa di stolto
E seguendo una scorta che infida
Cade avvinto tra lacci d’un volto.
Pur langue tra le pene e tra martiri
Si distrugge in sospiri
Ma folle ed insensato allora esclama
O dolce servitù care mie pene
A voi dell’amor mio belle catene
Nodi aggiungete
Ch’il gioir nel penar più m’accrescete.
Bramo che le ferite
In questo sen m’aprite
Care pupille sì d’amor facelle.
Io sempre v’amerò
Per voi morir saprò
Contento ognor così mie luci belle.
Così infelice questo cor favella
Acceso ai rai di due pupille infide
E tra lacci e le pene ci scherza e ride
Ma l’afflitta alma mia
Per si strana follia
Cercando di fuggir dal core insano.
Tenta la fuga ma la tenta in vano.
Collocazione
Immagini
Repertori bibliografici
Tipologia
Musica manoscritta
Scheda singola