Fallacia del pensiero humano descritta con le vane speranze del Turco nella p.nte guerra
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Note
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Guerra guerra guerra
All’armi o guerrieri
Bellona v’invita
Le palme d’addita
Le glorie disserra.
Vinto sarà dal mio valore altero
Del germanico suol l’augusto impero.
Vuo’ d’un’aquila importuna
Eclissar lo sguardo audace
Se mirò del sol la face
Or cadrà talpa alla luna.
Così il trace volgea
Fra superbi pensier l’insana idea
Vanne pure inumano
E con barbara mano
Nell’ungarico cielo fulmina atterra
Già dell’orrida guerra
Con lacrimosi accenti
T’ascolto a deplorar gl’infausti eventi.
Fati aversi ch’a’ miei danni
Stelle inique raggirate
Deh placate
Nel mio sen un mar d’affanni.
Le mie schiere perdute
I vessilli involati
Gl’Ottomani atterrati
Mie speranze abbattute
Ah che sperar mi lice
A sì vasti desir mera infelice.
Pace cara consolami tu
Che felice i miei giorni godrò
Sei bramata da chi ti sprezzò
Pace bella ritrosa non più.
Taci barbaro taci
La pace ricusata or più non trovi
L’ardir l’orgoglio provi
Con scorno acerbo e fiero
Che fallace il mortal trova il pensiero.
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Musica manoscritta
Scheda inferiore