Cantata a voce sola con V.V. del Sig.r Cavaliere Alessandro Scarlatti
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Note
Una cartulazione errata è barrata e sostituita da una a matita; è presente un’antica cartulazione (35-39).
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Sotto l’ombra d’un faggio,
Piangente e sospirante
Stava Tirsi il pastor di Filli amante
Quand’ecco in quell’istante
Vidde apparir la bella
Alla face gemella,
Ardea l’aura d’intorno,
Ardea il fior su la riva e l’onda stessa
Per non ardere anch’ella a tanta face
Sciolse gl’argenti e diventò fugace,
Allora il Dio d’Amor ch’ivi d’intorno
Scherzava fra l’erbette
Per accrescer le fiamma ai cori amanti
Le labbra a un tempo aprì
E a lusingar l’ardor cantò così:
Filli mia chi ha il cor piagato
Corre in braccio alla beltà
Né sanar può la ferita
Chi lontan da la sua vita
Sempre in duol penando sta.
Che non fè, che non disse a tali accenti
La pastorella amante
Tutta lieta e festante
Tosto lasciò gl’armenti,
Corse in braccio al suo bene
E diè libero il varco a questi accenti:
Vieni oh Tirsi in questo seno
Il tuo duol a consolar,
Troppo caro è a un cor che adora
L’idol suo poter mirar.
Collocazione
Immagini
Repertori bibliografici
Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore