Cantata a voce sola di soprano del Sig:re Alesandro Cavaliere Scarlatti
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Note
La cantata era parte della collezione di Giuseppe Sigismondo, acquisita dalla biblioteca del Conservatorio nel 1827; una cartulazione errata è barrata e sostituita da una a matita; sul frontespizio della cantata è presente il numero 5 relativo alla posizione della cantata nel suo manoscritto originario; a carta 73r attribuzione del testo poetico "Borrelli verba misit".
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Langue Clori vezzosa
Oppressa dal velen di febbre ria,
E debolmente muove
Prive del color lor l’afflitte membra,
E tu non corri ancor per consolarla
Ingrato Tirsi e tanto tardi ancora
Priva di te vorrai soffrir che mora.
Corre il ruscello
Limpido e bello
Fra verdi sponde
E d’ogni fiore
Specchio si fà.
Ma se lo preme
Di sirio acceso
Il raggio estivo
Mesto e dolente
Solo fra sassi
Con lenti passi
Languendo và.
Pensa che su le piume
Giace Clori dolente e il guardo gira
Per vederti un momento e poi sospira.
Forza non ha di favellare e pure
Sempre il tuo nome invoca
E spesso l’infelice
Tutta accesa d’amor favella e dice:
Per te che ingrato sei
Così languir mi sento
E pure un sol momento
Mirarti oh Dio vorrei e poi morire.
Pietà crudel non hai
Di questo acceso core
E pure in tanto ardore
Deh vieni e lo vedrai all’or gioire.
Collocazione
Repertori bibliografici
Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore